C’è chi ha scritto su facebook, penso correttamente, che una settimana fa sul monte Amariana si era sviluppato un incendio ora trasformato in una catastrofe. Certamente un gran pennacchio di fumo si innalzava mercoledì scorso dalla montagna (località cuel Feltron) ed era in azione un Canadair sul lago di Cavazzo pieno di turisti, me compresa con mio marito, mia figlia, Valerio ed i loro bambini Leone e Giulia. Però il giorno seguente non c’era più. Ma era qualche giorno che si vedeva un pennacchio di fumo alzarsi dal monte e si parlava di un incendio.

Quindi giovedì sera il finimondo. Fiamme altissime, lingue di fuoco che lambivano e lambiscono l’abitato di Amaro, la politica assente tranne la povera sindaca del comune più interessato, due strade chiuse, persone che iniziano a contare i danni anche di un ferragosto turisticamente mancato in zona, la tenutaria di un allevamento di capre e asini in zona in lacrime e il povero Roberto De Caneva di “Il Cjason dal Stambek” con la sua compagna che si dà forza. «Il Cason dal Stambek è aperto 4 mesi l’anno e proprio a ferragosto è il momento in cui lavora di più! Per la paura diffusa su tutti i social abbiamo assistito a decine e decine di prenotazioni che sono state annullate; nonostante non fossimo più interessati né dal fuoco né dal fumo». – scrive Roberto De Caneva, ma il fumo ha certamente raggiunto metà Carnia. E si parla pure di un uliveto lambito dalle fiamme. 

Inoltre si sa dai mass media e facebook che sono andati in fumo anche fabbricati rurali oltre alberi, terreno di tipo prativo, presumibilmente animali intrappolati dalle fiamme e massi sono rotolati sulla S.R. UD 125 “del Sasso Tagliato”, chiusa al traffico. Ed una coltre di fumo che rende l’aria irrespirabile ha raggiunto, il 13 agosto sera, anche Tolmezzo, costringendo pure a chiudere le finestre.

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Ma come mai non si è riusciti a spegnere prima l’incendio, sul nascere, tenendo pure conto della siccità e del caldo imperanti?
Inizio a leggere gli articoli nel merito su facebook, interessata a chi è accorso a cercar di spegnere una tragedia annunciata prima che si trasformasse in una reale.

Per Sara Marcon di www.udinetoday.it il 14 agosto al mattino erano operativi sul Monte Amariana nella zona di Cuel Feltron, nell’attività di spegnimento incendio ormai con un fronte di 2 chilometri, da che si sa, «il personale della Stazione forestale di Tolmezzo e numerosi volontari dei gruppi comunali del territorio. In azione anche due elicotteri del Servizio aereo regionale. Il Canadair CAN12, arrivato in regione in mattinata, non ha potuto operare subito sull’incendio a causa del fumo troppo denso ed è stato quindi dirottato temporaneamente su Chiusaforte». (Sara Marcon, Amaro e Chiusaforte continuano a bruciare: in azione Canadair e velivoli sloveni, https://www.udinetoday.it/cronaca/incendi-amaro-chiusaforte-canadair-velivoli-sloveni.htm).

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Per https://www.nordest24.it/ che ha pubblicato il 13 agosto un articolo di redazione intitolato “Più Canadair e meno armi: sui social esplode la rabbia mentre brucia l’Amariana”, «Canadair, elicotteri, Corpo forestale e volontari continuano a lavorare, ma il rogo non è ancora stato domato, anzi!» e ritengo che con “volontari” si intenda la Protezione civile paesana. Infatti così precisa l’articolo, dopo che erano intervenuti anche due elicotteri regionali: «A terra stanno lavorando il Corpo forestale regionale, il DOS della Stazione forestale di Villa Santina e i volontari della Protezione civile di Amaro, Osoppo e Gemona del Friuli, insieme ai Pompieri volontari di Moggio Udinese. Un dispiegamento importante, che però dà anche la misura della complessità dell’incendio». E con DOS si intende LA Direzione delle Operazioni di Spegnimento del Corpo regionale Forestale.

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E cosa pensano i comuni mortali di questa catastrofe di fuoco?  «”Più Canadair e meno armi”. Sotto le immagini del monte avvolto dal fumo e nei commenti pubblicati sui social, il confronto si è spostato rapidamente anche sul tema delle priorità della spesa pubblica. Tra le frasi che ricorrono c’è appunto «Più Canadair e meno armi», con cittadini che mettono idealmente a confronto le risorse destinate alla difesa con quelle necessarie per acquistare mezzi aerei, potenziare le squadre antincendio e investire nella prevenzione del territorio». (Ivi).

«Quando le fiamme saranno finalmente spente, resterà inevitabilmente un confronto da affrontare. – continua l’articolo su https://www.nordest24.it/ citato- Non soltanto su quanti Canadair siano disponibili, ma su prevenzione, manutenzione dei boschi, personale, volontari, mezzi regionali, sorveglianza e capacità di intervenire rapidamente sui nuovi focolai. È in questo senso che lo slogan comparso sui social, «Più Canadair e meno armi», va letto soprattutto come una richiesta di priorità. Perché mentre la discussione politica può dividere, sopra Amaro c’è un dato sul quale non esistono schieramenti: l’Amariana sta ancora bruciando e, anche questa sera, uomini e mezzi continuano a lavorare per fermare il fuoco». (Ivi). Ma si legge anche “più Canadair meno F 35”.

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Monica Angeli su “Vienincarnia” ha invece sottolineato, in un post del 13 agosto 26, il valore simbolico dell’Amariana per i carnici: «Guardare l’Amariana bruciare fa male, a me viene da piangere. Fa male perché per noi carnici l’Amariana non è soltanto una montagna: è parte di noi, di quello che da sempre abbiamo sullo sfondo delle nostre vite, è il nostro paesaggio, il nostro panorama, la nostra memoria. È qualcosa che sentiamo profondamente nostro, che amiamo e da cui ci sentiamo in qualche modo protetti».

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Ed anche altri post e articoli parlano sempre di impegno della Protezione civile, di Vigili del Fuoco Volontari, MA INCREDIBILMENTE NESSUN AUTORE DEI TESTI CHE HO LETTO CITA I VIGILI DEL FUOCO PRESENTI A SPEGNERE L’INCENDIO QUANDO SI POTEVA ANCORA CONTENERE. ED ESSI HANNO UNA ATTREZZATA STAZIONE A TOLMEZZO. MA PARE CHE LA NOSTRA REGIONE ABBIA UNA PREDILIZIONE PER LA PROTEZIONE CIVILE, CHE VENIVA DEFINITA, ANNI FA E POLEMICAMENTE, L’ESERCITO PERSONALE DI RICCARDO RICCARDI, E POCO AMORE PER IL CORPO NAZIONALE DEI VIGLI DEL FUOCO. Ma l’esser diventato ingestibile l’incendio sull’Amariana, se non piove, è emblematico sia della difficoltà a gestire incendi che in Regione continuano a scoppiare, sia dei limiti di intervenire in modo adeguato prima e non quando i buoi sono scappati dalla stalla. E NON SONO LA SOLA AD AVER PENSATO CHE FORSE SI Ė SOTTOSTIMATO L’INCENDIO O SI Ė SPERATO CHE L’INCENDIO POTESSE ESSER FERMATO CON UN SOLO CANADAIR E CON IL MERO INTERVENTO DI UN PAIO DI GRUPPI PAESANI DI PROTEZIONE CIVILE MA SENZA VIGILI DEL FUOCO, IMPEDENDO CHE SI PROPAGASSE, E NONOSTANTE LE CONDIZIONI ATMOSFERICHE FACESSERO PROPENDERE PER QUELLO CHE POI Ė ACCADUTO.

Eppure tutti sanno che in caso di incendio bisogna intervenire subito in modo oculato.

E per questo argomento rimando ai miei su www.nonsolocarnia.info, intitolati: Regione Fvg: incendi e mancata convenzione con i Vigili del Fuoco. e Regione Fvg: no all’uso della Protezione Civile al posto dei vigili del fuoco, sì alla coordinazione fra le forze in campo nell’emergenza.

Questi due articoli, datati 2022, riportavano problematiche ed informazioni da Walter Zalukae e Laura Stabile, stimati medici triestini, e pare siano ancora parzialmente attuali.

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L’incendio del Monte Amarina e ora della Marianute. Foto di Laura Matelda Puppini da Cavazzo Carnico. 15 luglio 2026. 

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Per questo motivo ho scritto ieri a loro questa email con richiesta informazioni:

«Il monte Amariana brucia da giorni, quasi una settimana, ed ora l’incendio ha raggiunto dimensioni gigantesche. Ora io temo che, quando pareva sotto controllo e ridotto ad un focolaio, si sia sottovalutato il pericolo di un moltiplicarsi dei focolai stessi, come accaduto. Alcuni siti parlano di intervento unicamente di Protezione Civile di alcuni paesi, come Osoppo e Amaro, con sottostima della possibilità che prendesse fuoco l’intera montagna giungendo fino quasi alle case di Amaro, di intervento di un nucleo di Vigili del fuoco volontari, insomma di un Davide minuscolo senza neppure fionda che deve abbattere un gigante. Ė giunto pure un Canadair, che aveva spento quasi l’incendio, che poi è stato lasciato riprendere con più focolai nuovi, […] quindi credo ieri, vista la mala parata, sono intervenuti due elicotteri della Regione, ma ormai la frittata era fatta. Ieri sera all’ entrata dell’autostrada per Udine il fuoco, alla base del monte, faceva davvero paura, e ormai sarà difficile fermare una catastrofe che poteva esser fermata.

Dato che a Tolmezzo è operativa una caserma dei Vigili del Fuoco, mi chiedo perché il suo personale non sia sul posto e se magari la giunta regionale e Riccardi non abbiano rinnovato nuovamente la convenzione per l’intervento dei Vigili del Fuoco negli incendi boschivi. Intanto su Tolmezzo l’aria è irrespirabile, l’odore di fumo acre e riempie le stanze, […]. Attendo vostra risposta. Grazie. Laura Matelda Puppini»  

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E così mi ha risposto il dott. Walter Zalukar ieri, permettendomi poi la pubblicazione del testo:

«La Convenzione c’è e che io sappia è simile a quella del 2022 che avevo definito avara con i pompieri, circa 300 mila euro all’anno per assicurare il pronto intervento di 4 squadre antincendio boschivo dei Vigili del fuoco dislocate nei 4 Comandi prov.li. Con tale cifra si arriva a coprire un periodo limitato e solo nelle ore diurne, ma gli incendi scoppiano anche di notte. Quell’anno nell’ambito della legge finanziaria presentai un Ordine del Giorno per portare a 2milioni di euro il finanziamento ai Vigili del fuoco, ma la proposta fu bocciata dal centrodestra unito, con Fedriga in testa. 

La Regione non ha ancora adottato il nuovo il Piano antincendio boschivo, pur previsto dalla Legge regionale 17 del 2019. Il riferimento tecnico normativo per la lotta agli incendi boschivi attualmente è ancora il Piano al 1998. Tale carenza espone il territorio a rischi gravissimi come abbiamo visto questa estate e l’estate del ’22.  La pianificazione è essenziale per la previsione e prevenzione degli incendi boschivi (vigilanza, manutenzione delle aree boschive, strade tagliafuoco, ecc.), e quando il fuoco divampa per assicurare la tempestività, l’efficacia e la sicurezza delle operazioni di spegnimento. È fondamentale avere una Centrale operativa che in tempo reale conosca il quadro esatto delle forze disponibili, i tempi di reazione e quelli di arrivo. Poi c’è il problema per chi opera sul fuoco di avere un coordinamento unico e seguire procedure operative comuni. Così aumenterebbe l’efficacia dell’azione di spegnimento e ne ridurrebbe i rischi. Ma tutto ciò è utopia».

Walter Zalukar – Associazione Costituzione 32.      

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Nel ringraziare di cuore il dott. Zalukar, sottolineo che un incendio di vaste dimensioni può avere diverse implicazioni per gli abitanti dei luoghi interessati e viciniori, pure sull’aria che si respira, ed ora inciderà anche sul turismo. E ogni incendio anche valutato di piccole dimensioni necessita di analisi oculata del territorio, situazione climatica e quant’ altro, e di interventi mirati e coordinati e di molti canadair e davvero di meno inutili armi. Inoltre per avere acqua si è ricorsi all’Austria e per avere aerei alla Slovenia, con al governo quelli dell’Italia agli italiani. Infine ora, per avere acqua, si è ricorsi a creare buchi nei letti dei fiumi, ma se ci fosse stato un piano adeguato. . . Ma forse si poteva evitare questa tragedia se si fosse intervenuti prima ed in modo oculato e non cercando, sembra, di improvvisare sperando che, attuando la politica del un po’ qui ed un po’ là, si potesse salvare capre e cavoli.

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AGGIORNAMENTO. Così oggi, 16 agosto 2026, Walter Zalukar su facebook:

“I BOSCHI DELLA CARNIA BRUCIANO, LA REGIONE FVG NON HA UN PIANO ANTINCENDIO BOSCHIVO AGGIORNATO E SI ATTENDE LA PIOGGIA
Ferragosto, i boschi della Carnia bruciano l’assessore alla Protezione Civile comunica che giovedì prossimo potremmo assistere a un cambio delle condizioni meteo e quindi, forse, essere in grado di chiudere questa stagione di incendi.
Del resto, che altro fare oltre a quel che c’è già in campo, se non aspettare la pioggia?
La Regione FVG non ha un Piano Antincendio Boschivo aggiornato, nonostante la Legge regionale n.17 del 2019 lo prevedesse entro un anno, quindi entro il 2020, ma ad oggi non c’è. Eppure, la pianificazione è essenziale per la previsione e prevenzione degli incendi boschivi (vigilanza, manutenzione delle aree boschive, strade tagliafuoco, ecc.), ed è altrettanto essenziale quando il fuoco divampa per assicurare efficacia e sicurezza delle operazioni di spegnimento.
Così la lotta contro gli incendi sostenuta dai pompieri, dalle guardie forestali, dai volontari diventa eroica, anzi doppiamente eroica, visto che questi oltre ad affrontare roghi immensi in un clima torrido e in ambienti ostili, devono operare senza piani di emergenza aggiornati e condivisi.
Neppure i disastrosi roghi del 2022 sono serviti per avere un Piano AIB aggiornato, il nostro attuale riferimento tecnico-normativo risale al secolo scorso, è il “Piano Regionale di Difesa del Patrimonio Forestale 1997-1999” (DPG n. 0136 del 17 aprile 1998).
La vicina Slovenia ha invece fatto tesoro di tale esperienza migliorando tra l’altro le infrastrutture antincendio con nuovi idranti e piste tagliafuoco, e ha acquistato 4 velivoli dedicati, gli Air Tractor Fire Boss capaci ciascuno di 3mila litri di acqua a lancio.
Il giorno prima di Ferragosto era stato comunicato che la situazione era “complessa ma sotto controllo”, previsione che non sembra proprio azzeccata, ma c’è un altro passo del comunicato dell’assessore Riccardi che preoccupa, quando dopo aver elencato tutti i mezzi aerei operativi sul fronte del fuoco, dice: “Ad Amaro sono inoltre impegnati circa 30 volontari della Protezione civile.”
Ma come? In un incendio così esteso ci sono solo 30 volontari? A cui vanno ovviamente i ringraziamenti per la loro preziosa opera, come vanno a tutti i professionisti che spengono gli incendi.

Ma a oltre ai ringraziamenti sarebbe apprezzabile metterli nelle condizioni di operare con la massima efficacia e sicurezza. E lo apprezzerebbero anche i boschi superstiti, e gli animali che ci vivono. Walter Zalukar. Associazione Costituzione 32». 

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Intanto sono giunti il 14 agosto 2026 ad Amaro sia Massimiliano Fedriga che Riccardo Riccardi oltre Vannia Gava, che personalmente non so chi sia, del Ministero ambiente,  ma la conclusione è stata che ormai non si può che attendere la pioggia, che giungerà presumibilmente giovedì, mentre un secondo incendio si sta espandendo di fronte all’Amariana, sul monte Dobis

Senza voler offendere alcuno e solo come riflessione personale e da proporvi questo ho scritto e se erro correggetemi.

Laura Matelda Puppini

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L’immagine che accompagna l’articolo ritrae le fiamme sull’ Amariana è stata scattata da Chiara Bettiga ed è stata pubblicata in: Messaggero Veneto, https://www.instagram.com/p/DcB6J6UlFH-/. L.M.P. 

 

https://i0.wp.com/www.nonsolocarnia.info/wordpress/wp-content/uploads/2026/08/incendio-amariana-2-images.jpg?fit=399%2C501&ssl=1https://i0.wp.com/www.nonsolocarnia.info/wordpress/wp-content/uploads/2026/08/incendio-amariana-2-images.jpg?resize=150%2C150&ssl=1Laura Matelda PuppiniAMBIENTEC’è chi ha scritto su facebook, penso correttamente, che una settimana fa sul monte Amariana si era sviluppato un incendio ora trasformato in una catastrofe. Certamente un gran pennacchio di fumo si innalzava mercoledì scorso dalla montagna (località cuel Feltron) ed era in azione un Canadair sul lago di...INFO DALLA CARNIA E DINTORNI