15 agosto 2026: ferie di agosto. A Tolmezzo il monte Amariana brucia, senza che si sappia, ora, come fermare il fuoco. (Agg. 16/8/26).
C’è chi ha scritto su facebook, penso correttamente, che una settimana fa sul monte Amariana si era sviluppato un incendio ora trasformato in una catastrofe. Certamente un gran pennacchio di fumo si innalzava mercoledì scorso dalla montagna (località cuel Feltron) ed era in azione un Canadair sul lago di Cavazzo pieno di turisti, me compresa con mio marito, mia figlia, Valerio ed i loro bambini Leone e Giulia. Però il giorno seguente non c’era più. Ma era qualche giorno che si vedeva un pennacchio di fumo alzarsi dal monte e si parlava di un incendio.
Quindi giovedì sera il finimondo. Fiamme altissime, lingue di fuoco che lambivano e lambiscono l’abitato di Amaro, la politica assente tranne la povera sindaca del comune più interessato, due strade chiuse, persone che iniziano a contare i danni anche di un ferragosto turisticamente mancato in zona, la tenutaria di un allevamento di capre e asini in zona in lacrime e il povero Roberto De Caneva di “Il Cjason dal Stambek” con la sua compagna che si dà forza. «Il Cason dal Stambek è aperto 4 mesi l’anno e proprio a ferragosto è il momento in cui lavora di più! Per la paura diffusa su tutti i social abbiamo assistito a decine e decine di prenotazioni che sono state annullate; nonostante non fossimo più interessati né dal fuoco né dal fumo». – scrive Roberto De Caneva, ma il fumo ha certamente raggiunto metà Carnia. E si parla pure di un uliveto lambito dalle fiamme.
Inoltre si sa dai mass media e facebook che sono andati in fumo anche fabbricati rurali oltre alberi, terreno di tipo prativo, presumibilmente animali intrappolati dalle fiamme e massi sono rotolati sulla S.R. UD 125 “del Sasso Tagliato”, chiusa al traffico. Ed una coltre di fumo che rende l’aria irrespirabile ha raggiunto, il 13 agosto sera, anche Tolmezzo, costringendo pure a chiudere le finestre.
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Ma come mai non si è riusciti a spegnere prima l’incendio, sul nascere, tenendo pure conto della siccità e del caldo imperanti?
Inizio a leggere gli articoli nel merito su facebook, interessata a chi è accorso a cercar di spegnere una tragedia annunciata prima che si trasformasse in una reale.
Per Sara Marcon di www.udinetoday.it il 14 agosto al mattino erano operativi sul Monte Amariana nella zona di Cuel Feltron, nell’attività di spegnimento incendio ormai con un fronte di 2 chilometri, da che si sa, «il personale della Stazione forestale di Tolmezzo e numerosi volontari dei gruppi comunali del territorio. In azione anche due elicotteri del Servizio aereo regionale. Il Canadair CAN12, arrivato in regione in mattinata, non ha potuto operare subito sull’incendio a causa del fumo troppo denso ed è stato quindi dirottato temporaneamente su Chiusaforte». (Sara Marcon, Amaro e Chiusaforte continuano a bruciare: in azione Canadair e velivoli sloveni, https://www.udinetoday.it/cronaca/incendi-amaro-chiusaforte-canadair-velivoli-sloveni.htm).
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Per https://www.nordest24.it/ che ha pubblicato il 13 agosto un articolo di redazione intitolato “Più Canadair e meno armi: sui social esplode la rabbia mentre brucia l’Amariana”, «Canadair, elicotteri, Corpo forestale e volontari continuano a lavorare, ma il rogo non è ancora stato domato, anzi!» e ritengo che con “volontari” si intenda la Protezione civile paesana. Infatti così precisa l’articolo, dopo che erano intervenuti anche due elicotteri regionali: «A terra stanno lavorando il Corpo forestale regionale, il DOS della Stazione forestale di Villa Santina e i volontari della Protezione civile di Amaro, Osoppo e Gemona del Friuli, insieme ai Pompieri volontari di Moggio Udinese. Un dispiegamento importante, che però dà anche la misura della complessità dell’incendio». E con DOS si intende LA Direzione delle Operazioni di Spegnimento del Corpo regionale Forestale.
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E cosa pensano i comuni mortali di questa catastrofe di fuoco? «”Più Canadair e meno armi”. Sotto le immagini del monte avvolto dal fumo e nei commenti pubblicati sui social, il confronto si è spostato rapidamente anche sul tema delle priorità della spesa pubblica. Tra le frasi che ricorrono c’è appunto «Più Canadair e meno armi», con cittadini che mettono idealmente a confronto le risorse destinate alla difesa con quelle necessarie per acquistare mezzi aerei, potenziare le squadre antincendio e investire nella prevenzione del territorio». (Ivi).
«Quando le fiamme saranno finalmente spente, resterà inevitabilmente un confronto da affrontare. – continua l’articolo su https://www.nordest24.it/ citato- Non soltanto su quanti Canadair siano disponibili, ma su prevenzione, manutenzione dei boschi, personale, volontari, mezzi regionali, sorveglianza e capacità di intervenire rapidamente sui nuovi focolai. È in questo senso che lo slogan comparso sui social, «Più Canadair e meno armi», va letto soprattutto come una richiesta di priorità. Perché mentre la discussione politica può dividere, sopra Amaro c’è un dato sul quale non esistono schieramenti: l’Amariana sta ancora bruciando e, anche questa sera, uomini e mezzi continuano a lavorare per fermare il fuoco». (Ivi). Ma si legge anche “più Canadair meno F 35”.
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Monica Angeli su “Vienincarnia” ha invece sottolineato, in un post del 13 agosto 26, il valore simbolico dell’Amariana per i carnici: «Guardare l’Amariana bruciare fa male, a me viene da piangere. Fa male perché per noi carnici l’Amariana non è soltanto una montagna: è parte di noi, di quello che da sempre abbiamo sullo sfondo delle nostre vite, è il nostro paesaggio, il nostro panorama, la nostra memoria. È qualcosa che sentiamo profondamente nostro, che amiamo e da cui ci sentiamo in qualche modo protetti».
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Ed anche altri post e articoli parlano sempre di impegno della Protezione civile, di Vigili del Fuoco Volontari, MA INCREDIBILMENTE NESSUN AUTORE DEI TESTI CHE HO LETTO CITA I VIGILI DEL FUOCO PRESENTI A SPEGNERE L’INCENDIO QUANDO SI POTEVA ANCORA CONTENERE. ED ESSI HANNO UNA ATTREZZATA STAZIONE A TOLMEZZO. MA PARE CHE LA NOSTRA REGIONE ABBIA UNA PREDILIZIONE PER LA PROTEZIONE CIVILE, CHE VENIVA DEFINITA, ANNI FA E POLEMICAMENTE, L’ESERCITO PERSONALE DI RICCARDO RICCARDI, E POCO AMORE PER IL CORPO NAZIONALE DEI VIGLI DEL FUOCO. Ma l’esser diventato ingestibile l’incendio sull’Amariana, se non piove, è emblematico sia della difficoltà a gestire incendi che in Regione continuano a scoppiare, sia dei limiti di intervenire in modo adeguato prima e non quando i buoi sono scappati dalla stalla. E NON SONO LA SOLA AD AVER PENSATO CHE FORSE SI Ė SOTTOSTIMATO L’INCENDIO O SI Ė SPERATO CHE L’INCENDIO POTESSE ESSER FERMATO CON UN SOLO CANADAIR E CON IL MERO INTERVENTO DI UN PAIO DI GRUPPI PAESANI DI PROTEZIONE CIVILE MA SENZA VIGILI DEL FUOCO, IMPEDENDO CHE SI PROPAGASSE, E NONOSTANTE LE CONDIZIONI ATMOSFERICHE FACESSERO PROPENDERE PER QUELLO CHE POI Ė ACCADUTO.
Eppure tutti sanno che in caso di incendio bisogna intervenire subito in modo oculato.
E per questo argomento rimando ai miei su www.nonsolocarnia.info, intitolati: Regione Fvg: incendi e mancata convenzione con i Vigili del Fuoco. e Regione Fvg: no all’uso della Protezione Civile al posto dei vigili del fuoco, sì alla coordinazione fra le forze in campo nell’emergenza.
Questi due articoli, datati 2022, riportavano problematiche ed informazioni da Walter Zalukae e Laura Stabile, stimati medici triestini, e pare siano ancora parzialmente attuali.
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L’incendio del Monte Amarina e ora della Marianute. Foto di Laura Matelda Puppini da Cavazzo Carnico. 15 luglio 2026.
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Per questo motivo ho scritto ieri a loro questa email con richiesta informazioni:
«Il monte Amariana brucia da giorni, quasi una settimana, ed ora l’incendio ha raggiunto dimensioni gigantesche. Ora io temo che, quando pareva sotto controllo e ridotto ad un focolaio, si sia sottovalutato il pericolo di un moltiplicarsi dei focolai stessi, come accaduto. Alcuni siti parlano di intervento unicamente di Protezione Civile di alcuni paesi, come Osoppo e Amaro, con sottostima della possibilità che prendesse fuoco l’intera montagna giungendo fino quasi alle case di Amaro, di intervento di un nucleo di Vigili del fuoco volontari, insomma di un Davide minuscolo senza neppure fionda che deve abbattere un gigante. Ė giunto pure un Canadair, che aveva spento quasi l’incendio, che poi è stato lasciato riprendere con più focolai nuovi, […] quindi credo ieri, vista la mala parata, sono intervenuti due elicotteri della Regione, ma ormai la frittata era fatta. Ieri sera all’ entrata dell’autostrada per Udine il fuoco, alla base del monte, faceva davvero paura, e ormai sarà difficile fermare una catastrofe che poteva esser fermata.
Dato che a Tolmezzo è operativa una caserma dei Vigili del Fuoco, mi chiedo perché il suo personale non sia sul posto e se magari la giunta regionale e Riccardi non abbiano rinnovato nuovamente la convenzione per l’intervento dei Vigili del Fuoco negli incendi boschivi. Intanto su Tolmezzo l’aria è irrespirabile, l’odore di fumo acre e riempie le stanze, […]. Attendo vostra risposta. Grazie. Laura Matelda Puppini»
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E così mi ha risposto il dott. Walter Zalukar ieri, permettendomi poi la pubblicazione del testo:
«La Convenzione c’è e che io sappia è simile a quella del 2022 che avevo definito avara con i pompieri, circa 300 mila euro all’anno per assicurare il pronto intervento di 4 squadre antincendio boschivo dei Vigili del fuoco dislocate nei 4 Comandi prov.li. Con tale cifra si arriva a coprire un periodo limitato e solo nelle ore diurne, ma gli incendi scoppiano anche di notte. Quell’anno nell’ambito della legge finanziaria presentai un Ordine del Giorno per portare a 2milioni di euro il finanziamento ai Vigili del fuoco, ma la proposta fu bocciata dal centrodestra unito, con Fedriga in testa.
La Regione non ha ancora adottato il nuovo il Piano antincendio boschivo, pur previsto dalla Legge regionale 17 del 2019. Il riferimento tecnico normativo per la lotta agli incendi boschivi attualmente è ancora il Piano al 1998. Tale carenza espone il territorio a rischi gravissimi come abbiamo visto questa estate e l’estate del ’22. La pianificazione è essenziale per la previsione e prevenzione degli incendi boschivi (vigilanza, manutenzione delle aree boschive, strade tagliafuoco, ecc.), e quando il fuoco divampa per assicurare la tempestività, l’efficacia e la sicurezza delle operazioni di spegnimento. È fondamentale avere una Centrale operativa che in tempo reale conosca il quadro esatto delle forze disponibili, i tempi di reazione e quelli di arrivo. Poi c’è il problema per chi opera sul fuoco di avere un coordinamento unico e seguire procedure operative comuni. Così aumenterebbe l’efficacia dell’azione di spegnimento e ne ridurrebbe i rischi. Ma tutto ciò è utopia».
Walter Zalukar – Associazione Costituzione 32.
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Nel ringraziare di cuore il dott. Zalukar, sottolineo che un incendio di vaste dimensioni può avere diverse implicazioni per gli abitanti dei luoghi interessati e viciniori, pure sull’aria che si respira, ed ora inciderà anche sul turismo. E ogni incendio anche valutato di piccole dimensioni necessita di analisi oculata del territorio, situazione climatica e quant’ altro, e di interventi mirati e coordinati e di molti canadair e davvero di meno inutili armi. Inoltre per avere acqua si è ricorsi all’Austria e per avere aerei alla Slovenia, con al governo quelli dell’Italia agli italiani. Infine ora, per avere acqua, si è ricorsi a creare buchi nei letti dei fiumi, ma se ci fosse stato un piano adeguato. . . Ma forse si poteva evitare questa tragedia se si fosse intervenuti prima ed in modo oculato e non cercando, sembra, di improvvisare sperando che, attuando la politica del un po’ qui ed un po’ là, si potesse salvare capre e cavoli.
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AGGIORNAMENTO. Così oggi, 16 agosto 2026, Walter Zalukar su facebook:
Ma a oltre ai ringraziamenti sarebbe apprezzabile metterli nelle condizioni di operare con la massima efficacia e sicurezza. E lo apprezzerebbero anche i boschi superstiti, e gli animali che ci vivono. Walter Zalukar. Associazione Costituzione 32».
Senza voler offendere alcuno e solo come riflessione personale e da proporvi questo ho scritto e se erro correggetemi.
Laura Matelda Puppini
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L’immagine che accompagna l’articolo ritrae le fiamme sull’ Amariana è stata scattata da Chiara Bettiga ed è stata pubblicata in: Messaggero Veneto, https://www.instagram.com/p/DcB6J6UlFH-/. L.M.P.
https://www.nonsolocarnia.info/15-agosto-2026-ferie-di-agosto-a-tolmezzo-il-monte-amariana-brucia-senza-che-si-sappia-ora-come-fermare-il-fuoco/https://i0.wp.com/www.nonsolocarnia.info/wordpress/wp-content/uploads/2026/08/incendio-amariana-2-images.jpg?fit=399%2C501&ssl=1https://i0.wp.com/www.nonsolocarnia.info/wordpress/wp-content/uploads/2026/08/incendio-amariana-2-images.jpg?resize=150%2C150&ssl=1AMBIENTEC’è chi ha scritto su facebook, penso correttamente, che una settimana fa sul monte Amariana si era sviluppato un incendio ora trasformato in una catastrofe. Certamente un gran pennacchio di fumo si innalzava mercoledì scorso dalla montagna (località cuel Feltron) ed era in azione un Canadair sul lago di...Laura Matelda PuppiniLaura Matelda Puppinilauramatelda@libero.itAdministratorLaura Matelda Puppini, è nata ad Udine il 23 agosto 1951. Dopo aver frequentato il liceo scientifico statale a Tolmezzo, ove anche ora risiede, si è laureata, nel 1975, in filosofia presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli studi di Trieste con 110/110 e quindi ha acquisito, come privatista, la maturità magistrale. E’ coautrice di "AA.VV. La Carnia di Antonelli, Centro Editoriale Friulano, 1980", ed autrice di "Carnia: Analisi di alcuni aspetti demografici negli ultimi anni, in: La Carnia, quaderno di pianificazione urbanistica ed architettonica del territorio alpino, Del Bianco 1975", di "Cooperare per vivere, Vittorio Cella e le cooperative carniche, 1906- 1938, Gli Ultimi, 1988", ha curato l’archivio Vittorio Molinari pubblicando" Vittorio Molinari, commerciante, tolmezzino, fotografo, Gli Ultimi, Cjargne culture, 2007", ha curato "Romano Marchetti, Da Maiaso al Golico, dalla Resistenza a Savona, una vita in viaggio nel Novecento italiano, ed. ifsml, Kappa vu, ed, 2013" e pubblicato: “Rinaldo Cioni – Ciro Nigris: Caro amico ti scrivo… Il carteggio fra il direttore della miniera di Cludinico, personaggio di spicco della Divisione Osoppo Carnia, ed il Capo di Stato Maggiore della Divisione Garibaldi Carnia, 1944-1945, in Storia Contemporanea in Friuli, n.44, 2014". E' pure autrice di "O Gorizia tu sei maledetta … Noterelle su cosa comportò per la popolazione della Carnia, la prima guerra mondiale, detta “la grande guerra”", prima ed. online 2014, edizione cartacea riveduta, A. Moro ed., 2016. Inoltre ha scritto e pubblicato, assieme al fratello Marco, alcuni articoli sempre di argomento storico, ed altri da sola per il periodico Nort. Durante la sua esperienza lavorativa, si è interessata, come psicopedagogista, di problemi legati alla didattica nella scuola dell’infanzia e primaria, e ha svolto, pure, attività di promozione della lettura, e di divulgazione di argomenti di carattere storico presso l’isis F. Solari di Tolmezzo. Ha operato come educatrice presso il Villaggio del Fanciullo di Opicina (Ts) ed in ambito culturale come membro del gruppo “Gli Ultimi”. Ha studiato storia e metodologia della ricerca storica avendo come docenti: Paolo Cammarosano, Giovanni Miccoli, Teodoro Sala.Non solo Carnia





Il fumo ha raggiunto rio cunfin e una alta e preoccupante colonna di fumo nero si nota verso la zona di Pissebus. E c’è chi stamani ha scritto per quanto riguarda la Regione: “2,54 milioni (più IVA) per Bocelli a Gemona. 18 milioni per gli hotel di lusso. 105 milioni all’anno per ricostituire e gestire le province (mangiatoie completamente inutili e per questo abolite nel 2016). 190 milioni per il triennio (2025-2027) per lo sci a bassa quota (che peraltro acutizza notevolmente i problemi della crisi idrica).
E pensate un po’, ben 1,7 milioni per “l’emergenza” incendi.
Quando si dice la fortuna di avere un governo ignorante che ancora nega e/o minimizza i cambiamenti climatici e nulla fa (o quasi) per prevenire il più grosso problema che l’umanità abbia mai affrontato in tutta la sua storia.
Votateli ancora, mi raccomando.
P.s. E hanno anche il coraggio di chiamarla “emergenza” dopo 40 anni di moniti (della scienza) inascoltati. (Post di Gjuan Uelòt su facebook). Ed ha ragione da vendere.
Così A. S. su facebook: “Il nostro Paese dispone di una flotta di 18 CanadAir, ma – nonostante l’estensione delle zone forestali in Friuli VG, e nonostante il patrimonio della loro biodiversità – nella nostra regione -e in tutto il nord est- non esiste una base fissa di simili velivoli.
Spazio e disponibilità per una base della Nato ad Aviano, invece, c’è.
In estrema sintesi: non ci sono risorse da investire per la protezione e la salvaguardia del territorio, ma ci sono risorse sufficienti per le spese militari, a partire dall’acquisto di nuovi e costosissimi aerei da guerra – in particolare, di F35 americani-.
Per la cronaca: il costo di un F35 corrisponde a quello di 3 CanadAir. E con un’ora di volo di un F35 si coprono quasi 7 ore di volo di un CanadAir.
Arriveranno i temporali. Forse già da domani. Il fumo si solleverà su un paesaggio spettrale. Sarebbe bene si sollevasse anche sulla nostra coscienza assopita. E sul crepuscolo del nostro senso critico.
Intanto riaffiora un pensiero di Stefan Zweig: il nostro possesso più sicuro è di quanto abbiamo perduto.
Grazie a Vigili del Fuoco, Corpo Forestale, Protezione Civile, Forze dell’Ordine e volontari: sopperire ai vuoti di una visione della polis è un’impresa titanica. E merita tutta la nostra gratitudine”.
Bisogna ricordare che già qualche anno fa, nell’aprile 2021, un incendio di minori dimensioni, originatosi nella zona verso ‘Rio Confin’ tra Tolmezzo ed Amaro, aveva interessato le pendici del Monte Amariana, portando alla chiusura, protrattasi per mesi e mesi, della strada regionale 125 ed aveva dato molto filo da torcere per il suo spegnimento, anche se non servirono credo Canadair. E questo avrebbe dovuto ora far riflettere e far intervenire subito con tutti i mezzi possibili. (Cfr. https://www.fvgstrade.it/proxyvfs.axd/null/r20658/ordinanza-n-ud-1652021-pdf?ext=.PDF&v=13461).
E’ bruciato anche il territorio della ‘polveriera’ una zona verde con sentieri. Uno aveva detto la notte di ferragosto che era perduta, un altro che si sentivano esplosioni, ma niente di ufficiale. E’ una catastrofe! E una persona ha condiviso un articolo che ha precisato che ci vorranno come minimo 100 anni perchè tutto ritorni come prima del 7 agosto. Intanto l’incendio continua ma almeno è sotto controllo, dicono.