Grado per gli sfollati dal Friuli: l’impegno di molti per rispondere alle esigenze di famiglie in fuga dalle macerie e dalle scosse.
Si è tenuto a Grado, l’11 settembre 2026, l’incontro istituzionale in ricordo dell’ospitalità data ai friulani colpiti dagli eventi sismici del 1976 dalla popolazione di Grado a cui non ho potuto partecipare. Però a mio avviso nessuno di coloro che hanno parlato per la scuola ha sottolineato l’impegno costante di mio padre, l’Ispettore scolastico commendatore Geremia Puppini, già ufficiale dell’ esercito italiano, servitore integerrimo dello Stato e persona di alta levatura morale e di grande esperienza organizzativa, profusa anche nell’ impostare, dal nulla, la scuola elementare e materna statale per i bimbi friulani nella cittadina lagunare in concerto con il prefetto di allora, con il dott. Giusa, con il comune, con altri, essendosi risolti gli interventi dei due ex- direttori didattici presenti all’ incontro, allora maestri, in ben poca cosa e più che altro in battute o su quanto fatto a livello personale e contro il parere istituzionale. Ma forse ricordano di allora solo questo. Però, conoscendolo, invero non credo proprio che mio padre abbia allora accolto con enorme favore alcune libertà e liceità.
Ho comunque già espresso la mia opinione in proposito, dopo aver ascoltato la registrazione, in forma privata a questi signori, e avrei voluto proprio vedere cosa avrebbero fatto o detto loro se qualche maestro sornione del loro circolo avesse estratto, nel corso di un collegio docenti istituzionale una clessidra e la avesse posta sotto il loro naso o se qualcuno si fosse permesso di scavalcarli per fare di testa propria. E scrivo questo solo per palesare la mia amarezza non certo con l’intento di offendere alcuno.
Comunque per quanto riguarda l’organizzazione della scuola per sfollati a Grado, rimando al mio, basato su la documentazione reperita: 1976. Dopo i terremoti del 6 maggio e del 15 settembre, la gente abbandona i paesi. L’esperienza del Centro Operativo Scolastico Scuola Elementare per sfollati di Grado.

Geremia Puppini. (Particolare di una foto ove è con me ed il mio gemello, scattata da mia madre la dott. ssa Maria Adriana Plozzer in Puppini).
Detto questo, mi è parso importante, fra tutti gli interventi, quello del dott. Mario Toso, allora vicesegretario comunale, che ha messo in evidenza tutta la mole di lavoro svolto dal comune di Grado in concerto pure con alberghi e ditte private per fornire le famiglie in fuga dall’ Orcolàt che aveva colpito due volte ferocemente il Friuli e che aveva azzerato case cortili e beni sotto un mare di macerie di ogni cosa di cui abbisognassero. E lo riporto qui, ringraziando il dott. Toso per avermi concesso la pubblicazione del testo, per sottolineare ancora una volta l’importanza dell’impegno reciproco e coordinato in situazioni di aiuto che implicano, gioco forza, anche delle difficoltà ed il valore fondamentale dell’accoglienza e del sostegno. Naturalmente per i materiali ed i prodotti forniti ci fu un corrispettivo in denaro, ma questo non inficia lo sforzo enorme svolto dalla città lagunare per ospitare oltre seimila persone in fuga dalla Carnia e dal Friuli. E gli articoli relativi all’accoglienza a Grado dei terremotati sono stati posti qui solo perché resti memoria di questo importante aspetto.
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Mario Toso. TERREMOTO FRIULI 1976. Accoglienza Sfollati a Grado.
«Nell’organigramma per l’accoglienza ed il soccorso alle persone trasferite a GRADO in conseguenza del disastroso terremoto che ha colpito il FRIULI/CARNIA nel maggio e settembre 1976 il Dipartimento di EMERGENZA presso la Prefettura di Udine, di concerto con il Comune di Grado -Ufficio Operativo Locale, ha assegnato all’ ECA (Ente Comunale di Assistenza) (1) l’incarico non certamente lieve di provvedere all’Assistenza – nello spettro operativo più ampio – ed al soddisfacimento dei bisogni primari.
Per tale incombenza il Ministero -Direzione Assistenziale- ha assegnato all’ECA un adeguato finanziamento. È opportuno precisare che l’ECA gestiva la Casa di Riposo e l’assistenza alle persone gradesi in stato di bisogno. L’Organico dell’ECA comprendeva: 2 impiegati, 12 ausiliari per la casa di Riposo e 1 cuoco. La Segretaria dell’Eca era stata collocata a riposo e per tal motivo l’incarico di gestire l’ente è stato affidato al Vice Segretario comunale. Detto personale rinunciò ai riposi festivi, e cumulò 1663 ore di lavoro straordinario.
Al Comune era stato assegnato il compito dell’alloggiamento delle persone e delle famiglie, operato sulla base di due direttrici, nell’intento di raggiungere con la massima urgenza l’obiettivo accoglienza: 1) volontaria messa a disposizione dell’alloggio, 2) requisizione ex lege dell’alloggio. Stessa procedura era stata estesa ai proprietari dei Campeggi. Un compito non agevole, relativamente al secondo punto.
Ma la prima esigenza, ineludibile, era quella di dare immediata sistemazione alle persone sfollate da ben 68 paesi della Carnia, tra i quali. Arta Terme, Chiusaforte, Gemona, Pontebba, San Daniele, Tarvisio, Tolmezzo, Venzone, Villa Santina, Prato Carnico, Resia, S. Pietro al Natisone, Tricesimo.
Le persone appartenenti ai 68 Paesi sfollati sono state accolte e sistemate in Alberghi e Locande di Grado da parte del Dipartimento di Assistenza, nell’attesa di una sistemazione più idonea e meno dispendiosa.
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Passando alla sostanziale incombenza dell’assistenza in capo all’ECA, torna utile fornire nel dettaglio alcuni dati concreti suddivisi per specifico ambito, non senza ricordare il notevole ed encomiabile aiuto del volontariato di cittadini gradesi, tra i quali meritano ancor oggi un elogio per l’ammirevole generosità i giovani della Associazione “FIDES INTREPIDA” (2), pronti a soddisfare i bisogni più immediati e di umana necessità delle persone e delle famiglie sfollate.
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ASSISTENZA ALIMENTARE.
Nel periodo cruciale dal 16 al 20 dicembre 1976, nella cucina della Casa di Riposo sono stati preparati, distribuiti e spesso anche consumati nel Refettorio – adattato con l’aggiunta di tavoli provvisori- 13.134 pasti (pranzo e cena).
Per le persone che al mattino ritornavano ai loro paesi con mezzi propri oppure a mezzo di autocorriere organizzate ad all’uopo, per andare a collaborare allo smaltimento dei detriti e per recuperare effetti vari nelle loro case distrutte o pericolanti, e che alla sera ritornavano a Grado dalle loro famiglie, venivano preparati pasti freddi.
Un impegno a dir poco gravoso mitigato dal generoso senso di solidarietà mostrato dal personale ausiliario che, cessato il proprio turno di servizio, volontariamente passava per la cucina ed era pronto a dare il proprio aiuto ai colleghi.
Mediamente venivano prepararti e distribuiti 796 pasti al giorno, con una punta massima di confezione raggiunta il 28 settembre 1976, con ben 1103 pasti!
Mi pare anche doveroso ricordare il prezioso aiuto fornito, oltre che dalla Fides Intrepida, da altri giovani volontari provenienti dal Gruppo Scout di Monfalcone e dal Gruppo Giovanile di Aquileia, che servivano i pasti e freddi.
Accanto alla Mensa fornita dall’ECA hanno funzionato altre due mense organizzate dal Dipartimento Assistenziale mediante la Brigata di Cavalleria “Vittorio Veneto” e localizzate nell’Ospizio Marino Vecchio e nel Campeggio “Europa del Bosco della “Rotta”.
I pasti forniti da questo reparto militare sono stati 21.044. Ha fornito un importante contributo anche l’A.I.M.A. con derrate di agrumi distribuiti dai volontari.
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FORNITURA DI VESTARIO.
L’ECA è stata incaricata anche della distribuzione di vestiario, coperte, materassi, cuscini, lenzuola che sono stati consegnati alle persone sfollate sia nel primo periodo di ospitalità in strutture ricettive, sia nel successivo periodo in cui erano stati reperiti per loro degli alloggi.
Tale materiale è stato fornito da enti quali la Croce Rossa, da associazioni benefiche e da molti donatori privati, e veniva distribuito, alle persone munite di apposita tessera, presso l’Ospizio Marino Vecchio dai giovani della Fides Intrepida, coordinati da alcune signore gradesi. Solo un dato: sono stati consegnati 5759 capi di vestiario.
È doveroso menzionare infine alcuni atti di particolare generosità; l’ing. Marzola, gestore del camping Primero, non solo rifiutò il rimborso statale per avere ospitato gli sfollati, ma fornì gratuitamente a tutti loro la colazione ogni giorno ed interi camion di frutta. Analoghi carichi di frutta furono forniti dalla ditta Galli che a Grado si occupava di servizi di depurazione acque.
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EROGAZIONE SUSSIDI
Le 466 famiglie beneficiavano di un sussidio in denaro e l’ECA, nel periodo sopra indicato, si è occupata dell’erogazione delle somme dietro presentazione dell’apposito buono fornito dal Dipartimento Emergenza a 1281 persone per complessive l3.416.000 lire.
La comunità gradese, anche attraverso la piccola comunità dei collaboratori laici e religiosi dell’ECA, ha dimostrato uno speciale senso di accoglienza.
Dott. Mario Toso».
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Enorme fu l’opera del volontariato per soccorrere e ricostruire ed anche l’apporto in denaro che giunse in loco.
Persone che aiutano persone, sotto una ferrea organizzazione che funzionò benissimo. Questo l’esempio, questo il messaggio che Grado ha lasciato a noi tutti e che riprendo qui per il cinquantesimo del terremoto.
E voglio chiudere questo testo ricordando, ancora una volta, il filmato di Lorenzo Boemo, che speravo venisse proiettato mentre sono state solo estrapolate dallo stesso alcune immagini, fra cui una dove si vede benissimo mio padre in primo piano. Comunque ed in ogni caso grazie al Comune di Grado per questo evento che mi ha permesso di riprendere a parlare di una esperienza di storia locale che ha molto da insegnare anche oggi a tutti. E ricordiamoci che il terremoto non fu solo ricostruzione ma anche aiuto comune e volontario, fu un accorrere di gente ad aiutare spontaneamente, indicando che un altro mondo è possibile non solo quello dettato da armi, guerre e odi reciproci.
Laura Matelda Puppini
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1) Allora esisteva in ogni comune l’Eca, Ente comunale assistenza, organismo destinato a soccorrere cittadini e famiglie in condizioni di particolare necessità. Detto Ente fu istituito nel 1937 sotto il regime fascista e terminò di esistere nel 1977 con il D.P.R. 24 luglio 1977, n. 616, che demandava l’assistenza dallo Stato e dai comuni alle singole regioni, che fu, a mio avviso, una pessima idea.
2). “Fides Intrepida” è il motto del primo gruppo scout cattolico creato negli anni ’20. Per quanto riguarda Grado, l’A.I. precisa che Il circolo giovanile “Fides Intrepida“ (il cui nome richiama il famoso motto latino “fede coraggiosa”) nacque originariamente negli anni ’20 a Grado come associazione di Azione Cattolica, sotto la guida di Don Dilena. Questa realtà è stata per decenni il cuore pulsante dell’educazione giovanile e delle attività ricreative gradesi, dando vita anche a importanti iniziative musicali, corali e teatrali.
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L’immagine che accompagna l’articolo rappresenta la chiesa di Sant’ Eufemia a Grado ed è stata da me, Laura Matelda Puppini, scattata nel 2018. L.M.P.
https://www.nonsolocarnia.info/grado-per-gli-sfollati-dal-friuli-limpegno-di-molti-per-rispondere-alle-esigenze-di-famiglie-in-fuga-dalle-macerie-e-dalle-scosse/https://i0.wp.com/www.nonsolocarnia.info/wordpress/wp-content/uploads/2026/09/SAM_4481-scaled.jpg?fit=768%2C1024&ssl=1https://i0.wp.com/www.nonsolocarnia.info/wordpress/wp-content/uploads/2026/09/SAM_4481-scaled.jpg?resize=150%2C150&ssl=1ETICA, RELIGIONI, SOCIETÀSi è tenuto a Grado, l’11 settembre 2026, l’incontro istituzionale in ricordo dell’ospitalità data ai friulani colpiti dagli eventi sismici del 1976 dalla popolazione di Grado a cui non ho potuto partecipare. Però a mio avviso nessuno di coloro che hanno parlato per la scuola ha sottolineato l’impegno costante...Laura Matelda PuppiniLaura Matelda Puppinilauramatelda@libero.itAdministratorLaura Matelda Puppini, è nata ad Udine il 23 agosto 1951. Dopo aver frequentato il liceo scientifico statale a Tolmezzo, ove anche ora risiede, si è laureata, nel 1975, in filosofia presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli studi di Trieste con 110/110 e quindi ha acquisito, come privatista, la maturità magistrale. E’ coautrice di "AA.VV. La Carnia di Antonelli, Centro Editoriale Friulano, 1980", ed autrice di "Carnia: Analisi di alcuni aspetti demografici negli ultimi anni, in: La Carnia, quaderno di pianificazione urbanistica ed architettonica del territorio alpino, Del Bianco 1975", di "Cooperare per vivere, Vittorio Cella e le cooperative carniche, 1906- 1938, Gli Ultimi, 1988", ha curato l’archivio Vittorio Molinari pubblicando" Vittorio Molinari, commerciante, tolmezzino, fotografo, Gli Ultimi, Cjargne culture, 2007", ha curato "Romano Marchetti, Da Maiaso al Golico, dalla Resistenza a Savona, una vita in viaggio nel Novecento italiano, ed. ifsml, Kappa vu, ed, 2013" e pubblicato: “Rinaldo Cioni – Ciro Nigris: Caro amico ti scrivo… Il carteggio fra il direttore della miniera di Cludinico, personaggio di spicco della Divisione Osoppo Carnia, ed il Capo di Stato Maggiore della Divisione Garibaldi Carnia, 1944-1945, in Storia Contemporanea in Friuli, n.44, 2014". E' pure autrice di "O Gorizia tu sei maledetta … Noterelle su cosa comportò per la popolazione della Carnia, la prima guerra mondiale, detta “la grande guerra”", prima ed. online 2014, edizione cartacea riveduta, A. Moro ed., 2016. Inoltre ha scritto e pubblicato, assieme al fratello Marco, alcuni articoli sempre di argomento storico, ed altri da sola per il periodico Nort. Durante la sua esperienza lavorativa, si è interessata, come psicopedagogista, di problemi legati alla didattica nella scuola dell’infanzia e primaria, e ha svolto, pure, attività di promozione della lettura, e di divulgazione di argomenti di carattere storico presso l’isis F. Solari di Tolmezzo. Ha operato come educatrice presso il Villaggio del Fanciullo di Opicina (Ts) ed in ambito culturale come membro del gruppo “Gli Ultimi”. Ha studiato storia e metodologia della ricerca storica avendo come docenti: Paolo Cammarosano, Giovanni Miccoli, Teodoro Sala.Non solo Carnia





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