Il 24 ottobre 2025 si è tenuto a San Pietro al Natisone il terzo incontro sulle comunità di montagna del Friuli Venezia Giulia, nel ricordo di Enzo Cainero ed organizzato all’ interno di un progetto dal figlio Andrea e dagli amici universitari di Enzo.

San Pietro per me ha dei significati personali: in questo paese, infatti, venne creato un istituto magistrale nel lontano 1878 (1), all’indomani dell’Unità d’Italia, per formare insegnanti elementari in lingua nazionale,  che venne frequentato, finché la profuganza non la portò nella lontanissima Liguria, anche da mia nonna Anna Umberta Squecco poi coniugata Plozzer, che terminò gli studi ad Oneglia di Imperia. Ma altre maestre carniche e friulane furono formate in quella sede, e fra queste ritengo ci fosse stata pure Maria Zanini, zia di mia nonna, sulla cui tomba io e Alido poniamo, ogni primo novembre, un fiore ed un lumino.

Non solo: a San Pietro al Natisone si trova pure la sede del centro culturale Nediža, voluto tenacemente da Paolo Petricig e da suo figlio Alvaro, ambedue noti per il costante impegno profuso per la salvezza della cultura e delle tradizioni popolari locali e pure archivi fotografici antichi, per quanto antica possa essere la fotografia.

«Il Centro studi Nediža, attivo dal 1972, opera […] con iniziative che spaziano dall’ambito educativo e sociale a quello più propriamente culturale e di ricerca. A partire dalla fine degli anni Novanta, l’attività dell’associazione si è concentrata sulla realizzazione di campagne fotografiche (documentazione del patrimonio storico e artistico del territorio; indagini sui mutamenti del paesaggio antropizzato) e sul recupero di archivi fotografici familiari, nonché di filmati amatoriali in 8mm e super8, in particolare degli anni Sessanta e Settanta. Il riuso di questi materiali attraverso mostre, pubblicazioni, installazioni e documentari, è finalizzato al racconto delle Valli del Natisone – inquadrate criticamente da angoli visuali spesso inediti – e alla diffusione del loro patrimonio di immagini». (2).   

Io mi ricordo non solo una interessantissima mostra relativa a fotografie scattate ai primi ‘900 nelle Valli del Natisone dal sacerdote Guido Guion ed intitolata “Slovenj. La gente della Slavia nel primo Novecento  (3), ma anche un filmato quasi ‘insopportabile’ da vedere oggi, in un periodo caratterizzato dalla frenesia, dove il protagonista è proprio il  tempo, lento o lentissimo nel suo trascorrere nella vita di 60 o 70 anni fa, fatta, per gli anziani, di ritualità, di uno sguardo al cielo, di poche certezze cristallizzate nel sapere popolare, di uno spolèrt per scaldarsi e di qualche gallina. Non so se si trattasse di “L’uomo di Stregna” (4), ma è emblematico di un vivere con poche cose e con il susseguirsi delel stagioni a ritmi ben diversi da quelli attuali. Esso è ben rappresentato anche nel reportage di Riccardo Toffoletti, intitolato: “Dentro i paesi. Valli del Natisone. 1968”, nuovamente proposto in questi anni.

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Infine rammento i ‘corti’ cioè i filmati brevi di Alvaro Petricig, figlio di Paolo, alcuni dei quali hanno vinto pure premi in Festival realizzati tra nazioni diverse (5). Alvaro, che ha curato graficamente il volume fotografico su Vittorio Molinari nel 2007, è uomo schivo e taciturno e, secondo me, poco conosciuto, anche se di indubbio valore. Ma ciò che egli ha fatto, il lavoro e l’opera benemerita di suo padre Paolo e del Centro Culturale Nediža, quando si parla di San Pietro al Natisone, devono venir menzionati per la loro importanza anche ai fini del recupero di memorie e tradizioni della vita di un tempo. E ho scritto questo per ricordare una realtà locale che potrebbe essere coinvolta ulteriormente in una progettualità culturale per e nelle Valli del Natisone e del Torre.

Lo so che magari ‘politicamente’ (ma io non so cosa significhi nel contesto storico e culturale di un territorio), magari questo Circolo da qualcuno non sia amato, perché si chiama Nediža invece che Natisone, perché la prerogativa dell’italianità delle Valli, che nessuno sa cosa significhi, non è al primo punto del suo programma e neppure all’ ultimo, ma è innegabile il valore della sua attività per la salvezza della cultura popolare tradizionale del territorio. Ed allora mi chiedo: perché immagini fotografiche salvate da questo circolo e filmanti di indubbio interesse devono esser presentati solo in Slovenia? Mistero.

Lubiana, Galerija Fotografija.
Presentazione delle più recenti pubblicazioni del Centro studi Nediža. (Da: http://nediza.org/htbin/app.py).

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Ma passiamo ora al Convegno tenutosi a San Pietro al Natisone il 24 ottobre 2025, purtroppo alle ore 18, ora terribile, sul far della sera, sia per apprezzare il paese, sia per scattare qualche fotografia. Inoltre accettare di farlo la mattina di sabato 25 ottobre avrebbe dato all’ incontro la dovuta importanza. Infatti certe occasioni non capitano sempre.

L’incontro si è aperto con il ricordo di Umberto De Antoni, imprenditore, persona che ha rappresentato e segnato un’epoca non solo in Val Degano ma anche nel vicino Cadore ed in Val Pusteria,  occupandosi di legname e pure di malghe. Nel 50esimo della sua morte, nel 2022, si tenne un convegno a Povolaro, in comune di Comegliàns, per sottolineare che anche in montagna si può vivere ed operare con successo.  A quell’incontro intervenne pure Enzo Cainero, che dettò quello che ora può esser visto come il suo testamento spirituale agli amministratori pubblici.

Prima della proiezione del filmato, con l’intervento di Enzo Cainero all’ incontro di Comeglians, è intervenuto Flavio Presacco che ha parlato di Cainero come del ‘nostro ambasciatore nel mondo’, uomo che è riuscito pure a far conoscere lo Zoncolan tramite il Giro d’ Italia. Non solo: bisogna pure tenr presente la sua logica propositiva, che ha lasciato il segno anche in altre attività proposte nelle Valli del Natisone.

Quindi il filmato dell’incontro di Povolaro, con l’intervento di Enzo Cainero, che ho già precedentemente riportato per la gran parte (6), in cui egli ha parlato del mondo attuale e della società virtuale, quello che piace a Siagri, come qualcosa che macina tutto: macina le memorie, macina i ricordi, macina soprattutto le tradizioni, e questo non è assolutamente condivisibile e non è un aspetto positivo per la Carnia.

Ma un’ altra frase di Enzo Cainero mi pare importante per migliorare la vita dei e nei territori montani: “Ci deve essere comunità di intenti”, ma secondo me è difficilissimo ottenerla se si parte solo da ottiche partitiche guerrafondaie e finalizzate solo al consenso, non cercando e studiando il bene comune. Infatti, ha continuato Cainero – il bene della Carnia non è fatto dal bene di un solo comune o di una sola frazione, ma dal bene delle vallate. E portare avanti, fra l’altro, un progetto insieme è più facile che singolarmente. Ma ci deve essere una programmazione mirata, e nulla deve esser lasciato al caso.

Qualora, poi, si abbiano i soldi e le idee, aggiungo io, bisogna spendere in quei progetti, come ha precisato il noto manager sportivo, non morire con i soldi in mano. E si deve pensare non solo all’ oggi, ma all’ oggi al domani ed al posdomani …. Inoltre, come ho già riportato in altro articolo, Cainero ha sottolineato l’importanza di pulire il bosco, anche perché il bosco respira,  e per me ha ragione. In fin dei conti lo facevano anche i nostri vecchi. Infine ha sottolineato l’importanza di ricreare quei sentimenti di partecipazione alla vita comune presenti in altre zone, senza appoggiarsi a strategie di venti anni fa, perché facendo così, guardando troppo indietro invece che avanti,  la Carnia è finita, come altri territori montani.

Enzo Cainero. Da: https://ilpopolopordenone.it/2025/04/enzo-cainero-ricordato-a-cimolais-sabato-12-aprile/

 

Il ricordo di Enzo Cainero fatto dal figlio Andrea.

A questo punto ha preso la parola il figlio di Enzo Cainero: Andrea, che dopo aver salutato tutti, ha detto che è difficile ed impegnativo per lui parlare dopo suo padre. Quindi ha proseguito dicendo che egli ha visto più volte il video, ma c’è sempre qualcosa da imparare. Ed ha proseguito dicendo che sono passati ormai tre anni dalla morte di suo padre e da quel 3 ottobre 2022, il giorno seguente all’incontro di Comegliàns, quando suo padre si sentì male. Eppure avrebbe avuto ancora molto da dire, anche se alla Carnia, come alle Valli del Natisone e del Torre, egli certamente aveva già dato molto, ma pure molto aveva ricevuto.

Quindi Andrea Cainero ha ricordato che anche che in famiglia, “quando ci si parlava in maniera più tranquilla”, egli palesava la passione e l’amore per quei territori, che non erano quindi di facciata ma insiti in lui.

Proseguendo ha detto che, venendo all’attualità, gli ha fatto molto piacere essere a San Pietro al Natisone, anche perché suo padre avrebbe sicuramente approvato che la terza tappa del ciclo di incontri, che sta portando avanti insieme a: Flavio Presacco; Alberto Pertoldi,  Umberto De Antoni e Giuliano Chiozzolo, che sono iniziati nell’ottobre dello scorso anno, e che continueranno coinvolgendo tutte le Comunità Montane friulane, si tenesse in questa Comunità delle valli del Natisone e del Torre. Ed ha ricordato, brevemente, le due tappe già svolte: quella di Malborghetto e quella di Cimolais. (7). 

Quindi Andrea Cainero ha concluso dicendo che egli è sicuro che suo padre fortemente desiderasse, dopo gli eventi sportivi realizzati sul territorio: Giro d’ Italia del 2016; Giro d’ Italia del 2022 ed altri minori, che ci fosse un futuro per queste terre, che aveva coinvolto nella progettualità di manifestazioni importanti: voleva che la sua propositività proseguisse, lanciandoli. Ma, ha terminato Andrea Cainero, si possono fare alcune cose in alcuni territori, come per esempio le Vallimpiadi in ambito sportivo, ma solo perseverando e favorendo il mantenimento di quel substrato di passione e di entusiasmo che risulta essere un presupposto per il reale sviluppo di un territorio, e che deve essere visto come una opportunità non come un peso.

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Due parole magiche ha pronunciato Andrea Cainero, secondo me: “Passione ed entusiasmo” Ma ora paiono desuete, e questo è pensiero mio, perché quello che si fa è solo per guadagno, per soldi, per apparire, per farsi un selfie, per dire :”Io c’ero”, ma mancano proprio quell’ impegno personale, quella passione che ha unito anche noi sette allora giovani che formammo il gruppo “Gli Ultimi”, esponendoci anche finanziariamente nelle nostre attività. Cultura, passione, perseveranza, ed anche riconoscimento di quanto fatto: queste sono aspetti importanti per il futuro, in un mondo che tende sempre più ad un  grigio massificante. Grazie ad Andrea Cainero per avercelo ricordato, nel segno di suo padre. Ma un altro aspetto da sottolineare è anche quello di non vedere ogni proposta come limitata nel tempo ma di inserirla in un progetto più ampio da portare avanti proiettandola anche nel futuro. Altrimenti ogni lancio di un territorio poi è destinato a morire.

Andrea Cainero ad una manifestazione alpina. Ho scelto questa foto da: www.ana.it perché è la migliore da me trovata in rete. Dallo stesso sito si viene a sapere che Andrea Cainero si è specializzato nella consulenza e assistenza nel settore societario e fiscale rivolta alle imprese commerciali, nelle procedure concorsuali, di contenzioso tributario e nelle perizie di stima; è amministratore unico e liquidatore di società di capitali, sindaco e revisore legale. Egli ha prestato servizio militare nel 1998-1999 come ufficiale. (Ivi).

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L’intervento dei rappresentanti locali.

Dopo Andrea Cainero, ha preso la parola per un breve saluto Ivan Buzzi, Presidente della Delegazione Uncem Friuli Venezia Giulia oltre che della Comunità del Canal del Ferro e Val Canale. Egli ha portato i saluti della Delegazione e del Presidente Nazionale Marco Buzzone, ed ha sottolineato che questo è il terzo incontro di un percorso condiviso ed itinerante fra le realtà montane della regione, per cui si è tanto speso Enzo Cainero. E ha proseguito dicendo che bisogna credere in quello che si fa in montagna, perché vivere in montagna sia come cittadini che come amministratori non è affatto semplice, ma è davvero complicato. Anche Enzo Cainero ha ricordato alcuni dei problemi con i quali gli  amministratori locali si devono confrontare: per esempio quello dei servizi, quello di cercare di creare impresa, quello di realizzare condizioni di vita migliori per i cittadini e per gli imprenditori. E non è sempre così facile. Ma, a suo avviso, gli amministratori devono credere in ciò che fanno e devono farlo insieme, coinvolgendo vallate e comunità, e le comunità di montagna appaiono, oggi, come il referente politico più titolato ad affrontare il futuro. Insomma è importante superare la mera ottica comunale e progettare, prima di realizzare, non guardando al momento e decidendo a spot, ma a lungo termine.

 

San Pietro al Natisone. Da: https://www.ilturista.info/guide.php?cat1=4&cat2=8&cat3=20&cat4=70&lan=ita

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Successivamente ha preso la parola il Presidente della Comunità di Montagna ‘Natisone Torre’ Antonio Comugnaro, anche sindaco di San Leonardo. Dopo aver portato il saluto pure degli altri sindaci ed aver salutato i consiglieri regionali Roberto Novelli e Igor Treleani, il Presidente Regionale Confartigianato e tutti i presenti all’incontro, egli ha continuato sottolineando il valore di Enzo Cainero, persona che sapeva stare con tutti e mettere d’accordo tutti, per quanto fatto per le Valli del Torre e del Natisone, per averle coinvolte nel Giro d’ Italia per ben tre volte, ed una in quello femminile. Ma non solo. Enzo Cainero ha pure supportato associazioni sportive sul territorio: per esempio Vallimpiadi Infine ha chiuso dicendo che quanto fatto da Enzo Cainero non verrà dimenticato ed invitando il figlio Andrea a prenderne il posto, ricordando però, dico io, che ogni persona ha delle sue caratteristiche peculiari. E sempre secondo me, già questi incontri sono importanti, sono una luce in un quasi buio. 

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Poi è intervenuto il Sindaco di San Pietro al Natisone Cesare Pinatto che, dopo i ringraziamenti di rito, ha ricordato l’origine di Vernasso della moglie di Enzo Cainero, Laura, ed ha sottolineato l’importanza per quanto proposto e realizzato dal noto dirigente sportivo per le Valli del Natisone, che è individuabile pure in quanto egli è riuscito a trasmettere ai Sindaci, in particolare nel proporre di lavorare insieme. Infatti da soli non si fa nulla ed è importante operare in sinergia e con comunità di intenti. Inoltre ha ricordato che in sala era presente un imprenditore che, pur potendo scegliere altri lidi, si è impegnato a lavorare ed investire in montagna portando una sua azienda prima a Paluzza, poi trasferendola a Villa Santina in zona industriale, ed aprendo un altro stabilimento in Val Resia.

Però dico io in generale, senza riferimento alcuno a questa realtà imprenditoriale che non conosco, in Carnia spesso si sono visti insediamenti industriali ‘mordi e fuggi’ creati per ottenere finanziamenti e poi svaniti nel nulla .E quando il gruppo gli Ultimi, nel 1970, iniziò la sua attività con la “Settimana Carnica di Cultura”, fece uscire pure un giornaletto, il primo numero del quale era intitolato: “La Periferia” in cui raccontavamo, fra l’altro, la storia della fabbrica ‘Miro’ installatasi ad Ovaro, e poi, dopo esser stata ampiamente sovvenzionata con fondi pubblici, svanita nel nulla nel giro di una notte.

Altra storia hanno rappresentato, invece, in Carnia, alcune aziende ancora presenti sul territorio che vanno dal prosciuttificio saurano ‘Wolf’ a ‘Gortaninok ‘ di Amaro. Insomma, secondo me, non si può prescindere dalla continuità che una azienda su di un territorio può garantire, sia ai fini del finanziamento pubblico della stessa, sia perché possa portare aspetti benefici allo stesso, e non solo incertezza. Per questo la giunta regionale dovrebbe oculatamente vagliare le diverse situazioni prima di sovvenzionare tutti a pioggia ed a fondo perduto. Non da ultimo, se si vuole stabilizzare la popolazione in un’area data, bisogna permettere che chi lavora in una azienda locale possa mantenere il suo lavoro, non perderlo dopo un paio di anni. Insomma non tutto ciò che è azienda è bello.E gl amministratori locali e regionali dovrebbero saper scegliere in modo oculato chi sostenere e chi no, chiedendo precise garanzie.

Un altro aspetto interessante, sottolineato dal sindaco di San Pietro al Natisone nel corso dell’ incontro, è stato quello che ogni persona che ha inciso sulla vita di un territorio in modo significativo lascia un bagaglio di idee a cui attingere e da elaborare in nuove situazioni, senza lasciarle morire.

Il Natisone. (Da: testo da: https://www.grottadantro.it/valli-del-natisone/). “Il grande protagonista del paesaggio è il NatisoneNediža, costeggiato da facili sentieri e le cui limpide acque smeraldine lambiscono spiagge incontaminate, ideali per la balneazione. A Ponte San Quirino, dove comincia culturalmente il mondo slavo, il Natisone ha modellato una profonda Forra, una meraviglia naturale di questo territorio. Altri torrenti – come l’Alberone, il Cosizza, l’Erbezzo – concorrono alla ricchezza d’acque delle Valli, che annoverano tra i propri gioielli anche alcune spettacolari cascate, come quella del Kot, in comune di San Leonardo, immersa in una fitta vegetazione che evoca paesaggi subtropicali”.  (Ivi).

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Quindi Andrea Cainero, che è anche revisore contabile a Milano dell’ Ana a livello nazionale, ha dato la parola al Presidente della Sezione Ana di Cividale del Friuli, Antonio Ruocco. Egli ha ricordato l’impegno degli Alpini a livello di volontariato, ma anche nella guerra in Kossovo, riprendendo fatti specifici. 

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Infine ha chiuso i saluti iniziali Roberto Novelli, consigliere regionale Fvg, presentato, come gli altri politici locali, da Andrea Cainero che ha sottolineato come al Regione si sia, sin dal primo incontro, dimostrata vicina ed interessata al ciclo di incontri, tanto da fornire il suo logo a sostegno.

Roberto Novelli ha esordito portando i saluti del Consiglio Regionale ed ha proseguito ricordando Enzo Cainero con un proverbio africano: “Chi cammina dietro le tracce di un altro, non lascia impronte”, che ha trovato rappresentare bene ciò che è stato Enzo Cainero: un uomo che ha agito non seguendo le tracce altrui ma sfruttando la propria originalità, lasciando le proprie tracce ed avendo il coraggio di percorrere delle vie nuove. Ed è stato lui che ha portato il Giro d’ Italia in territori che non erano fra quelli proponibili in prima battuta. Ed è stato un grande catalizzatore di attività anche proiettate nel futuro in particolare per la montagna, che Novelli dice stare particolarmente a cuore alla Regione Fvg. Però i problemi della montagna, con tutte le dinamiche e le difficoltà presenti non si risolvono semplicemente a parole, ma con una volontà collettiva espressa da chi abita ed amministra questi territori, insieme alle associazioni presenti in loco, che devono però anche fare un salto di qualità. Inoltre i problemi comuni non si possono risolvere con soluzioni ‘singole’ ma in coesione con altri che ne hanno di similari, è questo modo di agire deve diventare sempre più presente nella vita delle nostre terre maggiormente in difficoltà. Ed anche nei disegni di legge che in questo periodo verranno portati all’attenzione del Consiglio Regionale ci sono degli elementi di attenzione verso la montagna, in particolare verso chi vuole vivere o provare a vivere in montagna. Insomma: “Insieme si vince” e in un’ottica che non riproponga il passato ma guardi al futuro. E se la natalità è un problema, non è però l’unico.

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Per ora mi fermo qui nella trascrizione di questo incontro, sperando però che altri spunti vengano dalla politica per esempio rispetto al carentissimo settore dei servizi, sanitario in primo luogo, ma anche dei trasporti, dei negozi alimentari di prossimità, che potrebbero portare agli anziani anche la spesa a casa e creare uno spazio aggregativo ove bere un caffè di contorno, problemi già analizzati che si presentano da anni, oltre quello della carenza di sportelli e filiali postali e bancari. Ed anche Enzo Cainero ha sottolineato queste criticità, sulle quali, però, neppure in questo incontro i politici, nei loro saluti, hanno detto qualcosa, quasi non esistessero. Ma a me il filmato proposto da Andrea Cainero ha insegnato qualcosa: che suo padre non è riconducibile solo al Giro d’ Italia.

Inoltre vorrei che destra e sinistra parlassero fra di loro su temi concreti, ma pare che su questo aspetto la giunta Regionale Fvg faccia orecchie da mercante, evitando pure spesso il consiglio regonale. Fedriga in Consiglio non si vede quasi mai, mi diceva qualcuno, e se quanto è vero, non mi pare un buon segnale. Inoltre anni fa organizzai a Rigolato un incontro, che avevo intitolato, mi pare ‘In che volto’, con proiezione di foto Antonelli e lettura di parti di registrazioni a persone del paese a Rigolato, in un bar, che allora era gestito da due triestini con spese tutte a mio carico e stanza data a titolo gratuito dai gestori del locale. Benissimo: ricevetti un paio di giorni prima una telefonata da una persona che ben conoscevo che mi diceva che non era contenta e non solo lei, di questa iniziativa e mi chiedeva cosa stesse dietro questa operazione, quando non stava nulla. Ma così facendo ci perdiamo tutti.

Laura Matelda Puppini

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Note.

(1) Scarne notizie su questo istituto e sulla sua esperienza di formazione di molte maestre per la nuova Nazione si trovano in: https://www.udinetoday.it/eventi/magistrali-san-pietro-compiono-140-anni.html e in: “Michele Iussa, Le Valli del Natisone dal risorgimento all’avvento del fascismo in: https://www.lintver.it/storia-vicendestoriche-michelastoria.html.

(2) Centro Studi Nediža, in: https://patrimonioculturale.regione.fvg.it/museo/?s_id=440658.

(3) Una scelta di immagini fotografiche di don Guion è stata pure pubblicata dal Centro culturale Nediža http://nediza.org/htbin/app.py?act=Page&idx=e_slovenj.

(4) Presumibilmente trattasi di “L’uomo di Stregna” di Paolo Roiatti (1969- 2006), riprodotto per salvaguardia da Alvaro Petricig.

(5) L’ elenco dei film prodotti da Alvaro Petricig anche con altri, dal 2000 è presente in: https://www.cinemaitaliano.info/pers/020977/alvaro-petricig.html.

(6) Ho riportato considerazioni dal filmato che ripropone le idee di Enzo Cainero nel mio, su www.nonsolocarnia.info intitolato: “Incontro di Cimolais. Parte seconda l’intervento di Enzo Cainero ed alcune considerazioni guardando anche ad esperienze romane.

(7) L’incontro di Cimolais è stata da me riassunto negli articoli in: nonsolocarnia.info:  “Dopo l’incontro di Malborghetto, si parla ancora di montagna ma a Cimolais, sempre in ricordo di Enzo Cainero. Prima parte”, pubblicato il 18 aprile 2025; “Incontro di Cimolais. Parte seconda l’intervento di Enzo Cainero ed alcune considerazioni guardando anche ad esperienze romane.” pubblicato il 28 aprile 2025; “Incontro di Cimolais. Parte terza. Si parla di turismo” pubblicato il 13 maggio 2025 e “L’intervento di Marco Bussone a Cimolais e alcune mie personali considerazioni pescando dal passato”, pubblicato il 28 maggio 2025. Gli incontri di Malborghetto sono invece stati riassunti da Umberto De Antoni in due articoli sul mio blog: “La montagna del Fvg: analisi e problemi emersi da un incontro in ricordo di Enzo Cainero. La sintesi delle relazioni alla tavola rotonda: ‘La risorsa montagne del Friuli Venezia Giulia” pubblicato il 15 gennaio 2025, e “La montagna del Fvg: analisi e problemi emersi da un incontro in ricordo di Enzo Cainero. La sintesi delle relazioni alla tavola rotonda: ‘La risorsa montagne del Friuli Venezia Giulia”, pubblicato il 15 gennaio 2025.

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L’immagine che accompagna l’articolo è da me Laura Matelda Puppini stata scattata a San Pietro al Natisone il 24 ottobre 2025. L. M.P.

 

 

 

https://i0.wp.com/www.nonsolocarnia.info/wordpress/wp-content/uploads/2025/11/20251024_175845-scaled.jpg?fit=768%2C1024&ssl=1https://i0.wp.com/www.nonsolocarnia.info/wordpress/wp-content/uploads/2025/11/20251024_175845-scaled.jpg?resize=150%2C150&ssl=1Laura Matelda PuppiniETICA, RELIGIONI, SOCIETÀIl 24 ottobre 2025 si è tenuto a San Pietro al Natisone il terzo incontro sulle comunità di montagna del Friuli Venezia Giulia, nel ricordo di Enzo Cainero ed organizzato all’ interno di un progetto dal figlio Andrea e dagli amici universitari di Enzo. San Pietro per me ha dei...INFO DALLA CARNIA E DINTORNI