Graziano Tilatti, Presidente Confartigianato Imprese FVG. Intervento a San Pietro al Natisone: bisogna favorire la stanzialità della popolazione in montagna e l’aumento demografico.
Propongo qui l’ultimo intervento sul territorio montano facente riferimento alla Comunità di montagna del Natisone e Torre proposto all’ incontro tenutosi in 24 ottobre 2025 a San Pietro al Natisone, ringraziando Uncem per la trascrizione dell’ intervento e scusandomi per la lentezza con cui ho riportato le varie relazioni.
Riprendo qui, quindi ed infine, le parole di:
Graziano Tilatti, Presidente di Confartigianato Imprese FVG.
«Buona sera a tutti. Grazie per questo invito.
Non è compito semplice, dopo tutti questi relatori, portare il proprio contributo. Parto da Enzo Cainero che era un uomo illuminato e determinato; umile, semplice, ma capace di trasformare le sue intuizioni in progetti. Parto allora dall’arcano, cioè da come Enzo è stato portato nelle Valli del Natisone.
Eravamo a una manifestazione e noi artigiani avevamo appena compiuto un grande fatto assieme a Enzo Cainero, un training contract, cioè un progetto di formazione che era stato inviato alle truppe alpine della base di Herat in Afghanistan, nella prima tornata, e poi a una Brigata alpina dell’Esercito Italiano. Il compito era di dare una formazione alle donne e agli uomini, i workers, che erano nella base in attesa del disimpegno delle truppe italiane. Enzo creò i collegamenti qui da noi con la Brigata Julia, con il Generale comandante di allora. Cominciò così questa collaborazione tra noi, che poi proveniva anche da una comune militanza di carattere politico. Ma io non avevo mai avuto prima di allora l’occasione di operare in un modo così intenso per il sociale. Così abbiamo cominciato a fare questi progetti.
A margine di questa manifestazione mi avvicinano tre Sindaci delle Valli del Natisone che, secondo me, si erano ben preparati, sapevano cosa dovevano fare. Mi avvicinano e mi dicono: “Tu conosci bene Enzo Cainero. Ti abbiamo visto parlare anche con il Generale. Ecco, noi vorremmo che tu ci facessi una cortesia. Noi organizziamo una cena nelle Valli perché abbiamo da chiedere alcune cose a Enzo e anche al Generale”.
Io capii quale era il loro obiettivo. Qui sono presenti i tre Sindaci, o meglio manca Zufferli, ma c’è Antonio Comugnaro, Sindaco del Comune di San Leonardo e Presidente della Comunità di Montagna delle Valli del Natisone e Torre; c’è Camillo Melissa, Sindaco del Comune di Pulfero. Questi tre Sindaci cominciarono a tessere la tela per l’incontro. Si organizzò così la cena. Enzo mi chiese delucidazioni. Gli risposi che i Sindaci avrebbero voluto scambiare dei pareri su cosa fare per le Valli del Natisone.
Però i Sindaci giocarono anche un’altra partita, che alla fine capii. Giocarono sull’abilità di Enzo Cainero. La presenza del comandante della Julia completava il tutto.
Andiamo quindi in questo ristorante. Fra la prima e la seconda portata viene dato inizio ai discorsi. E questi tre Sindaci, uno alla volta, fanno alcune domande su alcuni progetti. Alla fine fecero la domanda clou: “Il Giro d’Italia può arrivare nelle nostre Valli?”. Enzo sapeva quali erano le difficoltà, ma in cuor suo era quello che lui voleva sentirsi chiedere, ossia proviamo a fare un progetto per dare avvio a questa richiesta. Da lì iniziarono i passaggi per arrivare al risultato.
E da lì, dal 2016 in poi, dal primo Giro, ci fu l’inversione di approccio da parte di tutte le Valli del Natisone. E io, che oggi giro in bicicletta, ovviamente con pedalata assistita, vedo che il territorio è veramente cambiato in meglio. Ma Enzo aveva in testa non solo il Giro nella Montagna, capiva anche un’altra cosa. Quel problema dello spopolamento che aveva travolto per prima la nostra Montagna, adesso stava travolgendo anche le cosiddette periferie interne, che sono i paesi, i paesi non molto distanti da Udine e dalle grandi città: si tratta di un fenomeno di desertificazione, derivato dal dato anagrafico. Un mio vecchio artigiano dice che quando in una zona si vendono più pannoloni che pannolini, qui bisogna incominciare a preoccuparsi. Perché il dato anagrafico negativo è un dato importante. Poi è vero che c’è la qualità della vita e tutto quanto ne consegue. Ѐ vero nella misura in cui le comunità si mettono insieme e affrontano i problemi, comunità a livello locale e poi comprensoriale, e nella misura in cui c’è determinazione nel cercare di risolvere i problemi.
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Ѐ necessario ricreare l’habitat per ritornare alla natalità!
Sempre questo mio artigiano novantenne dice che gli studiosi parlano di livello demografico. Ma qui c’è un’era glaciale!
Perché di solito dopo l’inverno viene la primavera, ma io pance non ne vedo.
C’è un altro punto su cui dobbiamo riflettere. Ѐ necessario avere le infrastrutture nelle Valli, proprio per creare le condizioni e dare la possibilità alle famiglie di insediarsi. Ma non basta! Bisogna pensare a delle facilitazioni per chi vive nelle Valli. Per esempio, a chi scende al mattino da Montemaggiore per andare a lavorare in pianura e poi alla sera risale, forse è il caso di dargli un incentivo di carattere fiscale in modo da ridurre i costi di mobilità. Sono da prevedere delle facilitazioni per coloro che vivono in Montagna in modo da permettere loro di vivere dignitosamente e di svolgere, ad esempio, quei lavori per tenere l’ambiente salvaguardato, di mantenimento dei prati con lo sfalcio dell’erba, lavori che riducono il defluire delle acque ed evitano le piene dei fiumi in pianura.
Per prima cosa dobbiamo investire sulla natalità, sulla famiglia, sulla qualità della vita.
Poi ci sono gli imprenditori come Renato Railz che investono in Montagna e aprono stabilimenti. Lui, che è originario della pianura, è andato in Montagna ad aprire le sue aziende ma non si è scordato del suo paese perché, quando si è palesata l’opportunità di fare uno stabilimento vicino a casa sua lo ha fatto. E questa è una dimostrazione di attaccamento al proprio territorio.
La Montagna ha bisogno di coesione, le Aree interne hanno bisogno della presenza di Amministratori che collaborino tra loro.
Le Comunità di Montagna sanno quali sono i problemi e i loro Amministratori sono lì per cercare di dare soluzione agli stessi. Ma credo che la politica, qui sono presenti due consiglieri regionali, debba intervenire.
Ѐ chiaro che la Regione FVG non ha la leva fiscale. Ma se quello che risiede a Montemaggiore ha il costo della benzina per l’auto e il costo del riscaldamento, rapportati al sacrificio che fa, allora io credo che la gente torna a vivere in Montagna. Tornare a vivere in Montagna è vantaggioso per la Montagna ed è di tutto vantaggio per la pianura. Se l’ambiente montano viene gestito, se viene fatta la manutenzione ordinaria, se si sviluppano alcune vocazioni di carattere turistico, credo che daremo delle risposte anche alle gravi alluvioni, al dissesto idrogeologico, al cambiamento climatico. Vogliamo che la Montagna resista e offra servizi anche sotto il profilo turistico.
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Enzo Cainero diceva due cose: si vantava di essere alpino e figlio di artigiano. Il nonno faceva il mugnaio e oltre a macinare sapeva fare anche la manutenzione del suo mulino. Se spariscono gli artigiani cosa succede?
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenuto al nostro Congresso nazionale, lasciando il testo ufficiale, ha detto: “Immaginate voi l’Italia durante il COVID senza gli artigiani, artigiani che hanno continuato a distribuire le merci, hanno continuato ad andare nelle case a fare le manutenzioni, nelle famiglie, negli Ospedali; sono andati a fare le manutenzioni nelle fabbriche, hanno distribuito i generi alimentari, hanno fatto la manutenzione dei mezzi di emergenza. Insieme ad altri hanno contribuito a fare resiliente la nostra Italia”.
Senza gli artigiani, senza gli agricoltori, senza la presenza umana nei territori montani, come pure nei territori più fortunati di pianura, non c’è futuro!
Quindi dobbiamo operare assieme, dobbiamo stare tutti uniti. Solo uniti si risolvono i problemi, lasciando da parte gli egoismi, lasciando da parte i campanilismi, cercando di apportare il contributo che ognuno di noi può dare.
Questa Italia dà risposte meravigliose nei momenti di emergenza.
Io credo che saremo in grado di dare risposte immediate per la salvaguardia delle nostre comunità, per lo sviluppo delle nostre comunità, lasciando ai nostri figli una Montagna, un Ambiente, un Territorio come Enzo lo ha immaginato e lo difendeva.
Grazie.
GRAZIANO TILATTI – Presidente di CONFARTIGIANATO Imprese FVG».
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Riportando questo interessante intervento, ho chiuso la serie di articoli dedicati all’ incontro di San Pietro al Natisone. Gli altri qui pubblicati si intitolano:
Montagna demografia, attività produttive e possibilità di resilienza e ripresa. – Intervento di Renato Railz, industriale e di Alessio Fornasin, Docente di demografia del Dipartimento di Scienze economiche e statistiche dell’Università degli Studi di Udine.
L’ intervento di Janine Van der Merwe a San Pietro al Natisone il 24 ottobre 2025.
RICORDO INOLTRE GLI ARTICOLI PUBBLICATI SU NON SOLOCARNIA RELATIVI ALL’ INCONTRO DI CIMOLAIS CHE SONO I SEGUENTI:
Incontro di Cimolais. Parte terza. Si parla di turismo.
L’intervento di Marco Bussone a Cimolais e alcune mie personali considerazioni pescando dal passato.
E I DUE ARTICOLI DEDICATI ALLE SINTESI NON MIE DEGLI INTERVENTI A TARVISIO CHE HO INTITOLATO:
Incontro in ricordo di Enzo Cainero. Gli interventi.
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L’immagine che accompagna l’articolo ritrae Graziano Tilatti ed è tratta da: https://www.studionord.news/artigianato-in-provincia-di-udine-fatturato-e-occupazione-crescono-ma-perdura-lincertezza/graziano-tilatti-confartigianato/. L.M.P.
https://www.nonsolocarnia.info/graziano-tilatti-presidente-confartigianato-imprese-fvg-intervento-a-san-pietro-al-natisone-bisogna-favorire-la-stanzialita-della-popolazione-in-montagna-e-laumento-demografico/https://i0.wp.com/www.nonsolocarnia.info/wordpress/wp-content/uploads/2026/04/Graziano-Tilatti-Confartigianato.webp?fit=799%2C445&ssl=1https://i0.wp.com/www.nonsolocarnia.info/wordpress/wp-content/uploads/2026/04/Graziano-Tilatti-Confartigianato.webp?resize=150%2C150&ssl=1ECONOMIA, SERVIZI, SANITÀPropongo qui l'ultimo intervento sul territorio montano facente riferimento alla Comunità di montagna del Natisone e Torre proposto all' incontro tenutosi in 24 ottobre 2025 a San Pietro al Natisone, ringraziando Uncem per la trascrizione dell' intervento e scusandomi per la lentezza con cui ho riportato le varie relazioni. Riprendo...Laura Matelda PuppiniLaura Matelda Puppinilauramatelda@libero.itAdministratorLaura Matelda Puppini, è nata ad Udine il 23 agosto 1951. Dopo aver frequentato il liceo scientifico statale a Tolmezzo, ove anche ora risiede, si è laureata, nel 1975, in filosofia presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli studi di Trieste con 110/110 e quindi ha acquisito, come privatista, la maturità magistrale. E’ coautrice di "AA.VV. La Carnia di Antonelli, Centro Editoriale Friulano, 1980", ed autrice di "Carnia: Analisi di alcuni aspetti demografici negli ultimi anni, in: La Carnia, quaderno di pianificazione urbanistica ed architettonica del territorio alpino, Del Bianco 1975", di "Cooperare per vivere, Vittorio Cella e le cooperative carniche, 1906- 1938, Gli Ultimi, 1988", ha curato l’archivio Vittorio Molinari pubblicando" Vittorio Molinari, commerciante, tolmezzino, fotografo, Gli Ultimi, Cjargne culture, 2007", ha curato "Romano Marchetti, Da Maiaso al Golico, dalla Resistenza a Savona, una vita in viaggio nel Novecento italiano, ed. ifsml, Kappa vu, ed, 2013" e pubblicato: “Rinaldo Cioni – Ciro Nigris: Caro amico ti scrivo… Il carteggio fra il direttore della miniera di Cludinico, personaggio di spicco della Divisione Osoppo Carnia, ed il Capo di Stato Maggiore della Divisione Garibaldi Carnia, 1944-1945, in Storia Contemporanea in Friuli, n.44, 2014". E' pure autrice di "O Gorizia tu sei maledetta … Noterelle su cosa comportò per la popolazione della Carnia, la prima guerra mondiale, detta “la grande guerra”", prima ed. online 2014, edizione cartacea riveduta, A. Moro ed., 2016. Inoltre ha scritto e pubblicato, assieme al fratello Marco, alcuni articoli sempre di argomento storico, ed altri da sola per il periodico Nort. Durante la sua esperienza lavorativa, si è interessata, come psicopedagogista, di problemi legati alla didattica nella scuola dell’infanzia e primaria, e ha svolto, pure, attività di promozione della lettura, e di divulgazione di argomenti di carattere storico presso l’isis F. Solari di Tolmezzo. Ha operato come educatrice presso il Villaggio del Fanciullo di Opicina (Ts) ed in ambito culturale come membro del gruppo “Gli Ultimi”. Ha studiato storia e metodologia della ricerca storica avendo come docenti: Paolo Cammarosano, Giovanni Miccoli, Teodoro Sala.Non solo Carnia





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